L’Estate scorsa era con Vasco. A marzo con Jovanotti. Ma perché tutti gli artisti corrono a farsi un selfie con le star?
Nel panorama musicale italiano, c’è una regola non scritta: se vuoi essere qualcuno, devi essere immortalato accanto ai grandi. Ma non parliamo di artisti qualunque: Vasco Rossi e Jovanotti sono i due poli magnetici che attirano a sé legioni di musicisti e celebrità, come api sul miele. A giugno, tutti sotto il palco del Blasco per un selfie sudato. A marzo, Jovanotti diventa la stella delle gallery Instagram, con pose solari e abbracci fraterni. Ma perché questo fenomeno si ripete ogni anno come un rituale inevitabile?
Perché Vasco è l’Olimpo del Rock.
Immaginate Vasco Rossi come Zeus che regna sul Monte Olimpo del rock italiano. Ogni estate, lui chiama a raccolta la sua immensa famiglia musicale, tra stadi strapieni e cori urlati fino a perdere la voce. Non basta ascoltare Vasco: bisogna documentare l’incontro con la divinità rock, magari catturando un attimo fugace accanto a lui. È il selfie che vale come diploma di rocker ufficiale.
Per gli artisti, una foto con Vasco è come un sigillo regale. È la certificazione implicita che sì, sei parte della schiera eletta. È un po’ come ottenere un visto musicale per il paradiso terrestre: Vasco garantisce autenticità, ribellione e quel tocco di magia che trasforma una vita normale in un inno eterno.
“La moda è una forma di bruttezza così intollerabile che dobbiamo cambiarla ogni sei mesi.” (cit.), ma Vasco, invece, è l’eccezione: sempre di moda, sempre venerato. E ogni selfie accanto a lui è un frammento di quella eternità.
Jovanotti: “Il Guru della Primavera”
Se Vasco è Zeus, Jovanotti è Apollo: il dio della luce, della positività e del sorriso contagioso. Marzo è stato il mese di Jova, quando gli artisti fanno a gara per farsi immortalare accanto al suo spirito solare. Jovanotti non è solo un cantante; è un manifesto vivente di energia e felicità. Una foto con lui è un biglietto per il club della vita spensierata e vibrante.
Gli artisti lo adorano perché sa trasformare ogni incontro in un’esperienza straordinaria. Jova non si limita a cantare: ti coinvolge, ti abbraccia, ti guarda negli occhi come se fossi l’unico al mondo. La sua figura è un magnete per tutti quelli che vogliono sentirsi parte di qualcosa di più grande, che sia un movimento musicale, una pedalata condivisa o una filosofia di vita.
Il Rito del Selfie: Tra Marketing e Mitologia
Ma questa corsa al selfie con Vasco e Jovanotti è solo ammirazione genuina? Certo, ma probabilmente non solo. È anche una strategia di marketing perfettamente orchestrata. Viviamo in un mondo dove la visibilità conta più di qualsiasi cosa, e una foto accanto a una delle due star può aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse. È il modo per gridare al pubblico: “Sono nel giro giusto, sono con i grandi!”
Il selfie diventa così un simbolo di appartenenza, un lasciapassare per il successo, una prova visiva che dimostra il proprio valore nel mondo musicale. Vasco e Jovanotti non sono solo star, ma icone culturali che elevano chiunque abbia la fortuna di posare accanto a loro. Sono il biglietto vincente in una lotteria dove ogni artista sogna di essere estratto.
E a conferma del fatto di quanto io sia cintura nera del “predico bene, ma razzolo male” a corredo di questo post beccatevi il mio selfie con Vasco !!!!